Alcune delle nostre escursioni

A tutti sarà capitato almeno una volta di incamminarsi fuori percorso durante un’uscita in natura.
Le motivazioni possono essere le più varie: dalla curiosità di scoprire nuovi sentieri e location, alla ricerca di tranquillità, magari in aree pesantemente colpite dal turismo di massa.
Qualunque sia la ragione, oggi spiegheremo due motivi fondamentali per evitare questa pratica che, seppur affascinante, presenta rischi e contro indicazioni.
In primis, analizziamo quali vantaggi otteniamo in termini di sicurezza nel camminare su sentieri “segnati” da apposita segnaletica e realizzati dalle organizzazioni deputate a questo servizio (CAI, Parchi, Aree Protette, Consorzi turistici, ecc.).
Gli itinerari con queste caratteristiche sono stati progettati, testati e vengono (almeno in teoria) regolarmente mantenuti dal punto di vista dell’accesso, della sicurezza e della fruibilità. Si tratta quindi di “sentieri fattibili” dove non esistono zone di inaccessibilità assoluta, tali da impedire l’attraversamento del territorio.
L’unico limite, in questo caso, sarà lo specifico livello di difficoltà del percorso con la relativa necessità di una corretta autovalutazione delle proprie capacità, per massimizzare la sicurezza.
Scegliendo un percorso segnato quindi, riduciamo drasticamente il verificarsi di spiacevoli situazioni, quali:
I sentieri segnati sono catalogati e riportati (di norma) su cartografie e catasti dedicati. E’ quindi facile, mediante il codice identificativo degli stessi, restringere l’area di ricerca in caso di emergenza, qualora non sia stato possibile fornire coordinate GPS precise.
Un esempio pratico, dire:” Mi trovo presso la cima di Monte Caio, sul sentiero 541″, può essere determinante per focalizzare le ricerche in un’area specifica e velocizzare quindi l’operazione di recupero. Allo stesso modo, il fatto di trovarsi su percorsi “noti”, rende più spedita l’attività di soccorso a terra, qualora il servizio via elisoccorso non sia praticabile o disponibile.
Ricordiamolo sempre: le tempistiche sono un parametro fondamentale per il successo di qualsiasi attività di recupero in emergenza.
Infine, su percorsi segnati, è più facile incontrare altri escursionisti a cui chiedere aiuto, informazioni o assistenza in caso di necessità; fuori sentiero questa possibilità è praticamente ridotta a zero.
Alcuni potrebbero obiettare che le moderne tecnologie GPS riducono alcuni di questi rischi; ma noi obiettiamo che i dispositivi tecnologici possono sempre:
Per ridurre il rischio al minimo possibile, dobbiamo orientare in modo adeguato le nostre scelte evitando i comportamenti poco sicuri.
MAI affidarsi unicamente ad un dispositivo tecnologico digitale per orientarsi durante le uscite.
Utilizziamo il GPS come utile “supporto”, insieme a strumenti analogici come carta e bussola.
Dotiamoci anche delle adeguate conoscenze tecniche per utilizzare questi apparecchi in modo corretto.
Ricordiamo inoltre che, in alcune aree del nostro territorio, persino le cartografie disponibili in commercio e su internet (cartacee o digitali) possono non coincidere con la realtà sul campo. Invitiamo quindi sempre alla massima cautela e ad uno studio accurato del percorso prima di ogni uscita.
Lo stesso dicasi seguendo sui navigatori, tracce GPX scaricate dagli innumerevoli portali dedicati all’escursionismo. Non sempre si tratta di rilevamenti di qualità, non sempre l’autore ha seguito itinerari segnati. Capita addirittura di trovare percorsi “disegnati a tavolino” tramite software e mai verificati sul campo!
Tutte queste motivazioni, da sole, sarebbero già sufficienti per orientare le nostre scelte ed evitare sempre itinerari fuori sentiero.
Ma ne esistono altre, altrettanto importanti, per chi ama e rispetta la natura.
La presenza umana è di per sé “invasiva” nelle aree di interesse naturalistico.
L’ideale per chi ama questi luoghi è di poterne fruire con un impatto minimo sull’ecosistema.
La pratica del fuori percorso è, da questo punto di vista, assolutamente da evitare; vediamo perché.
Gli animali si accorgono di noi in vari modi, alcuni dei quali sono spesso impercettibili ai nostri sensi.
Quando un animale modifica il suo comportamento a causa delle attività umane si parla di DISTURBO.
Gli animali percepiscono un disturbo come un «pericolo» e a volte si comportano come se si trovassero di fronte a un «predatore».
Il disturbo si verifica con varie modalità:
Per gli animali, l’olfatto è un senso primario, in grado di percepire la presenza umana a grande distanza, anche dopo settimane dal nostro passaggio.
Il nostro odore, inoltre, è spesso di natura “chimico/industriale”, legato all’uso di saponi, deodoranti, profumi e per questo percepito in modo ancora più netto ed invasivo.
Gli animali ci osservano: spesso nascosti dalla vegetazione, a grandi distanze negli spazi aperti o da grandi altezze nel caso dei volatili.
Anche le nostre impronte a terra sono percepite come “presenza” e possono costituire un elemento di allarme per la fauna.
Parlare, camminare, il rumore dell’attrezzatura sono una sorgente sonora udibile anche a chilometri di distanza. L’udito degli animali è in genere molto più sviluppato e sensibile del nostro.
Tutte queste fonti di disturbo concorrono a creare un senso di “paura costante” nell’animale selvatico. Se il fenomeno è prolungato nel tempo ed esteso sul territorio, la fauna comincia a manifestare comportamenti rischiosi per la sopravvivenza dell’esemplare e della popolazione locale.
Eccone alcuni:
E quindi chiara l’esigenza di limitare le attività umane in aree specifiche e ben delimitate che gli animali imparano a conoscere ed evitare.
Andare fuori sentiero implica portare la nostra invadente presenza “ovunque” sul territorio, causando i danni sopra indicati.
Per chi vuole comprendere meglio questa problematica, suggeriamo la lettura del manualetto preparato dal Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.
Clicca qui per leggere il Manuale!
E’ sicuramente il problema meno percepito ma non per questo meno importante.
Camminare ovunque senza consapevolezza di dove si mettono gli scarponi può comportare il danneggiamento di specie botaniche di pregio, rare o endemiche.
Nella maggior parte dei casi infatti, l’escursionista medio non ha le conoscenze scientifiche sufficienti per identificare piante tutelate o a rischio estinzione.
A contrario di quello che troviamo spesso scritto sul web, è bene sapere che esistono regole e prescrizioni specifiche in merito alla fruizione della pratica escursionistica in aree tutelate.
Nelle regioni in cui operiamo più spesso (Lazio e Abruzzo), la quasi totalità delle aree naturalistiche protette (Parchi Nazionali e Regionali in primis), prevedono nei loro regolamenti, restrizioni alla fruizione del territorio. In particolare la dizione “L’attività escursionistica è consentita solo sui sentieri indicati dalla cartografia ufficiale del parco” (spesso consultabile anche online), è quasi onnipresente per le aree di tipo A e B (protezione integrale e riserva orientata).
Per completezza vi invitiamo a consultare sempre i siti web delle singole istituzioni per visionare la documentazione e conoscere le prescrizioni specifiche per ciascuna area del territorio interessato. In questo modo eviterete di incorrere in sgradite sanzioni economiche.
Diffidate sempre di chi (anche con qualifica professionale) vi propone destinazioni “nascoste” o “segrete” all’interno di parchi o aree simili: molto spesso si tratta di location che non prevedono l’accesso al pubblico. Si tratta in definitiva di soggetti che operano senza rispetto per il bene comune dei nostri ecosistemi, interessati solamente al proprio tornaconto economico!
Evitare il trekking fuori sentiero è sempre una pratica di sicurezza, buon senso e rispetto per l’ambiente naturale.
E’ un comportamento che vogliamo incentivare attraverso la conoscenza e la consapevolezza dei rischi e dei possibili danni derivanti.
Non ci resta che augurarvi, come sempre, un buon cammino.
Tutte le escursioni oraganizzate da GreenTrek.it sono condotte da Guida Ambientale Escursionista Associata AIGAE per assicurarti la massima competenza e sicurezza.
I tuoi momenti liberi in natura sono preziosi anche per noi!