Alcune delle nostre escursioni

Lo scopo finale del nostro abbigliamento tecnico da montagna è quello di garantire un’adeguata temperatura corporea, mediante la creazione ed il mantenimento di uno strato d’aria isolante tra corpo ed ambiente esterno.
Pioggia, vento, freddo e caldo agiscono contro questa barriera protettiva e necessitano di strategie diverse per mitigarne gli effetti.
A questo scopo, la soluzione migliore è vestirsi a strati (“a cipolla”) per adattarsi a diverse condizioni e/o variazioni meteo, in modo rapido ed efficace.
La scelta può variare con la tipologia di attività, la stagione e le condizioni meteo giornaliere.
Insieme alla testa sono le zone critiche da proteggere perchè sede dei principali organi interni.
Per questo motivo si richiede sempre la disponibilità di un minimo di tre strati per la protezione del corpo (tra i quattro elencati sotto), durante le escursioni in montagna.
Qual è il motivo di tanta precauzione?
La risposta è semplice: l’ambiente montano può riservare sorprese inattese. Le temperature infatti possono cambiare repentinamente in situazioni più frequenti di quanto si creda. Ecco alcuni esempi:
E’ bene quindi farsi trovare sempre pronti a gestire evenienze simili.
Il rischio è ben più elevato rispetto al poco peso in più da portare nello zaino!
Questi sono i quattro strati che prederemo in esame:
Dove: a diretto contatto con la pelle.
Funzione: assorbe e disperde rapidamente il sudore mantenendo la pelle asciutta.
Dove: sopra lo strato intimo.
Funzione: crea un cuscino d’aria intorno al corpo che scalda e isola dagli agenti esterni.
Dove: sopra lo strato isolante o come ultimo strato.
Funzione: protegge da vento e pioggia leggera.
Dove: sopra lo strato isolante o come ultimo strato.
Funzione: protegge da vento, pioggia ed intemperie anche di forte intensità.
E’ quello a diretto contatto con la pelle.
La funzione principale è quella di allontanare il sudore dal corpo verso gli strati successivi.
Esistono capi di diverso spessore, per situazioni e temperature differenti.
Leggero (alte temperature)
Si tratta delle classiche magliette tecniche da escursione estiva: leggere, traspiranti ad asciugatura veloce.
Possono avere accessori specifici (a volte molto utili) come la zip frontale o il colletto.
Spesso, in virtù dell’uso a temperature elevate, vengono usate come indumento unico prevalente per la maggior parte del percorso.
Medio, (medie temperature)
Questi capi, più adatti alle mezze stagioni, sono più o meno spessi e tipicamente associati ad ulteriori strati successivi.
Le caratteristiche sono le medesime dei precedenti, con l’esclusione degli accessori della versione leggera.
Di solito sono a manica corta.
Pesante (basse o bassissime temperature)
Qui subentra la necessità di un’ulteriore protezione dal freddo. Abbiamo quindi indumenti con uno spessore maggiore, a manica lunga e con associate caratteristiche termiche. Per la versione a manica lunga, sono utili le “aperture per il pollice”. Questi fori permettono di indossare il capo in modo più aderente per ottimizzare il trattenimento del calore. Garantiscono inoltre una maggiore libertà di movimento e l’inserimento facile di capi successivi sovrapposti.

Polipropilene, poliestere, elastan o altre fibre sintetiche: sono leggere, traspiranti e asciugano in fretta, vanno bene sia come indumento intimo d’inverno che esterno d’estate e aiutano a trasferire l’umidità verso l’esterno.
Lana merino pura o mista: grande potere assorbente, rimane calda anche se bagnata.
In ogni stagione e’ sempre sconsigliato il cotone:
se bagnato, si asciuga molto lentamente lasciando per molto tempo l’umido a contatto con la pelle (perdita di comfort e esposizione a possibili patologie da raffreddamento). Il cotone bagnato infatti perde il suo potere calorifero a differenza della lana.
E’ utilizzato come strato intermedio, sotto una giacca impermeabile o come strato esterno in condizioni di clima secco.
Questi indumenti creano uno strato di aria calda sotto di essi, in pratica una barriera isolante dall’esterno. Mantengono così la temperatura corporea, riducendo la dispersione di calore.
Il capo più rappresentativo di questa tipologia è il “pile”.
Tessuto in pile: realizzato principalmente in poliestere, è morbido, leggero e offre un buon isolamento termico.
Può essere disponibile in diverse grammature, da leggero a pesante, a seconda delle esigenze climatiche.
Finiture: Alcuni modelli possono avere trattamenti idrorepellenti o anti-pilling per migliorare la durabilità e la resistenza all’umidità.
Si tratta di tessuti gradevoli, comodi e caldi, ideali per il freddo, hanno peso e ingombro ridotti.
E’ perlopiù usato come stato esterno.
Sono i cosidetti “soft-shell”: giacche o giacchetti progettati per offrire un equilibrio tra protezione dal vento, traspirabilità e comfort.
Offrono una buona protezione contro il vento, riducendo la dispersione di calore corporeo.
Sono generalmente leggeri e con ingombro ridotto, ideali per il trasporto nello zaino.
Tessuto esterno: realizzato in materiali sintetici, come nylon o poliestere, spesso trattati con finiture idrorepellenti (DWR) per resistere a pioggia leggera e umidità.
Fodera interna: nelle versioni più pesanti possono includere un rivestimento in pile o in tessuti tecnici per migliorare il comfort e la gestione dell’umidità.
E’ l’ultimo strato, il più esterno, da indossare in caso di intemperie.
E’ la tipica “giacca a vento”.
Caratteristiche specifiche consigliate:

Tessuto esterno: come per i soft-shell ma con caratteristiche anti-pioggia.
Membrane impermeabili: alcuni modelli possono includere membrane impermeabili e traspiranti (come Gore-Tex o simili) per una protezione aggiuntiva contro l’acqua.
E’ sicuramente l’oggetto più costoso, ma protegge in modo efficace da: pioggia, neve e vento, anche molto forte.
ATTENZIONE: in questa categoria non rientra di norma il tipico “k-way”. Questo indumento, pur avendo caratteristiche anti-vento ed anti-pioggia, spesso non è traspirante o completamente impermeabile.
Sono indicati quelli tecnici in materiale sintetico, asciugano in fretta e sono leggeri.
Estivi: preferire sempre il pantalone lungo. Ci protegge da vegetazione (spine, piante urticanti, allergeni, ecc.) e dagli insetti (zecche, api, vespe, calabroni, tafani, ecc.). In caso optate per tipologie “modulari” con la possibilità di staccare la parte inferiore.
Invernali: preferire pantaloni in soft-shell non imbottiti; in caso di necessità utilizzate una calzamaglia come strato termico aggiuntivo. Questo favorisce un facile adattamento alle variazioni climatiche.

La scelta veine operata in base alle temperature attese.
E’ infatti importante prevenire l’insorgenza di vesciche (bruciature da sfregamento) che possono rovinare o compromettere le nostre uscite.

Estivi: misto sintetico ( poliammide, polipropilene, elastan).
Invernali: lana merinos o misto lana-sintetico.
In entrambe le versioni: sono raccomandati modelli con rinforzi nelle zone:
Si possono trovare anche modelli a “doppio strato” che riducono ulteriormente il rischio di vesciche.
Utili anche la presenza di etichette “destra/sinistra” sui singoli calzini per evitare deformazioni con l’uso.
Tratteremo questo argomento successivamente.
Dedicheremo un articolo specifico e dettagliato per l’elemento più importante dell’attrezzatura escursionistica.
Una piccola anticipazione in questo articolo:
Le scarpe giuste per escursioni in montagna. Alte o basse?
Sono capi aggiuntivi da portare per variare ulteriormente le combinazioni dei vari “strati” di abbigliamento e rispondere meglio alle diverse situazioni metereologiche, specie nelle stagioni ad alta variabilità (primavera e autunno).
Adatto in: primavera, estate, autunno.
Caratteristiche: leggero, versatile, traspirante, anti-vento.
Tessuto: stessi componenti usati per soft-shell e giacche a vento (vedi sopra), senz’alcun tipo di imbottitura.
E’ un capo intermedio con cui poter variare enormemente la protezione in caso di vento non troppo sostenuto a temperature medio alte. Si utilizza di fatto come un terzo strato ma a copertura parziale e senza caratteristiche specifiche anti-pioggia.
Berretto invernale
Consigliati quelli in pile. Devono poter coprire bene fronte e orecchie.
In caso di meteo o temperature estreme, valutare anche i passamontagna a copertura integrale.
Cappello estivo
Valgono le regole per il primo strato del corpo: tessuto tecnico sintetico traspirante a rapida asciugatura con fori per l’areazione. Meglio se certificata la protezione UV. Preferire colori chiari che riducono l’assorbimento di calore. Meglio se con stringhe regolabili.
Costituiti da un pezzo di tessuto tubolare.
Invernale: in tessuto “pile” con possibilità di regolazione.
Estivo: leggero in tessuto tecnico sintetico traspirante a rapida asciugatura (vedi sopra).

La scelta qui è dettata molto dal tipo di attività: di norma un guanto medio andrebbe sempre tenuto nello zaino in tutte le stagioni, specie per attività in montagna.
In casi di freddo intenso o di neve valutare l’utilizzo di sottoguanti o moffole.
Tessuti: pelle, pile, lana, tessuti sintetici.
Abbiamo cercato di condensare nel modo più semplice, schematico e sintetico possibile, la nostra esperienza in un ambito molto complesso e variegato.
Ci auguriamo che questi consigli vi siano utili nel creare un vostro personale set di abbigliamento da escursione, capace di supportarvi in maniera efficace nelle vostre uscite montane.
Non vi resta che preparare lo zaino e partire (magari insieme a noi!).
Tutte le escursioni oraganizzate da GreenTrek.it sono condotte da Guida Ambientale Escursionista Associata AIGAE per assicurarti la massima competenza e sicurezza.
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